C’è chi comincia dalla fine

By: forme sonore del 09-10-2015
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A tutti noi è capitato almeno una volta di incontrare, in ristoranti o pizzerie, delle allegre comitive intente a festeggiare la “fine” di qualche cosa: la fine di un anno scolastico, di un corso di danza, di una stagione sportiva… Il copione è quasi sempre lo stesso; qualcuno del gruppo propone una data e un locale che possano accontentare tutti, ci si ritrova, ciascuno rievoca gli aneddoti divertenti o gli episodi paradossali e infine ci si lascia col proposito di non perdersi di vista. Tuttavia c’è chi sovverte questa consuetudine; ad esempio i bambini e lo staff del Piccolo Coro MDG di Conegliano.

Loro hanno l’abitudine di iniziare un anno di studio e di crescita, trascorrendo due giorni tra le montagne di Cimolais. Quest’anno siamo stati invitati a partecipare (12 e 13 settembre) ed è stata un’esperienza che ci ha davvero colpiti: due giorni di giochi e risate, ma anche di studio, musica e canzoni. Due giorni in cui internet e televisione cedono il passo a cose che sono nello stesso tempo più difficili e più semplici: ascoltare e ascoltarsi, rispettare lo spazio degli altri affermando il proprio, apparecchiare e rassettare la tavola dopo ogni pasto… in poche parole sperimentare e imparare ad apprezzare lo STARE INSIEME.

Il regista Dino Risi ha scritto: ”Cosa fanno i bambini tutti i giorni? Fabbricano ricordi”.

I bambini del Piccolo Coro MDG sono fortunati: i loro ricordi saranno splendidi.

Questi bambini, per dirla tutta, sono doppiamente fortunati perché hanno incontrato persone come

Angela, Michele, Cinzia, Giulia, Daniele, Mario, Silvana, Stella, Patrizio, Tiziana, Michele, Maria, Sara, Maddalena: i responsabili e gli animatori del Piccolo Coro MDG.

Loro conoscono bene il valore e l’importanza che i “bei ricordi” possono avere nella vita di ognuno;

per questo si spendono affinché i ricordi di questi bambini possano nascere, vivere ed essere custoditi nel migliore dei modi. Col passare degli anni le note e le parole delle canzoni forse saranno dimenticate, ma resteranno nella loro memoria alcune immagini, sensazioni ed emozioni:

le montagne che per due giorni li hanno circondati, il profumo degli ultimi giorni d’estate, l’immagine di un grande falò acceso nella notte e, davanti al fuoco, le parole di una preghiera recitata con profonda intensità. Con una semplice frase Bob Dylan riesce a spiegarci perché i ricordi sono così preziosi:

 

“Abbi cura dei tuoi ricordi perché non puoi viverli di nuovo” (Bob Dylan)