SEMPRE CONNESSI…

By: forme sonore del 22-08-2015
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La maggior parte di noi porta sempre con sé un tablet o uno smartphone e sente il bisogno (a volte quasi il “dovere”) di essere, per mezzo di questi strumenti, sempre raggiungibile, sempre “connesso”.

Sentiamo la necessità di controllare spesso che la batteria sia carica e che… “ci sia campo”.

Certo, la possibilità di essere raggiunti e di raggiungere in qualsiasi momento (anche se solo virtualmente) ogni angolo del mondo che ci circonda, offre potenzialità che, solo qualche decennio addietro, sarebbero state inimmaginabili. Bastano pochi “click” e migliaia di anni di storia e conoscenza dell’uomo sono a nostra disposizione.

Tuttavia questa meraviglia tecnologica ha solamente effetto su ciò che esiste oltre il confine della nostra consapevolezza psicofisica: al di fuori del nostro “io”.

Dentro di noi cosa succede? Le parti che compongono ciò che siamo sono sempre connesse tra di loro? Ad esempio, il nostro cervello è un insieme di aree, sistemi neuronali parzialmente indipendenti (due emisferi, ogni emisfero comprende quattro lobi…). Ciascuna di queste aree è dedicata a una funzione specifica: il controllo del movimento, della visione, del linguaggio…

Le varie aree del cervello sono collegate tra loro e proprio in queste “connessioni” è racchiuso il segreto dell’intelligenza.

Ci sono attività che, come anni di ricerca e sperimentazione hanno dimostrato, soprattutto se svolte fin dall’infanzia possono potenziare il numero e l’attività di tali connessioni: una di esse è… la musica. Infatti, quando si canta o si suona uno strumento, molte aree del nostro cervello sono sollecitate a “lavorare insieme”: per l’attività motoria, per la parte acustica, per la memoria o la lettura (se si legge uno spartito), per l’equilibrio, per la creatività,

per le emozioni… Le connessioni già esistenti diventano più veloci e, contemporaneamente, ne nascono di nuove: fantastiche “autostrade neuronali” capaci di consentire una rapidissima comunicazione tra tutte le nostre funzionalità. La musica, vista in quest’ottica, può essere considerata non come un fine ma come un mezzo: uno strumento meraviglioso in grado di facilitare, velocizzare, potenziare non solo la conoscenza di se stessa ma anche la memorizzazione,

il ragionamento e l’intuizione nei più diversi campi del sapere.

 

Questa visione della musica è esattamente ciò che vorremmo caratterizzasse sempre più Forme Sonore, i nostri corsi, i nostri workshops, dalla culla a 99 anni smile !!! che ne dite?

 

A proposito : tra meno di un mese le scuole riapriranno le loro porte. Molti bambini e molti genitori si stanno preparando (magari con un po’ di apprensione). Poiché abbiamo la consuetudine di concludere queste “pillole” con un’immagine e con una citazione, anche questa volta faremo la stessa cosa.

L’immagine è quella di un bambino che, oltre a suonare il violino, con le sue intuizioni ha cambiato la scienza. La citazione è una confidenza, fatta da sua mamma a un’amica, dove rivela la preoccupazione per il rendimento scolastico del figlio:

 

“Sono preoccupata per Albert: fatica ad imparare e non sappiamo cosa potrà fare”.

(Pauline Einstein)