SECONDA STELLA A DESTRA

By: forme sonore del 10-08-2015
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In questo periodo dell’anno, se le condizioni metereologiche lo consentono, guardando il cielo possiamo assistere ad un particolare fenomeno astronomico: le Perseidi, uno sciame di meteore meglio note come “stelle cadenti”. Tutti sanno che per farlo è necessario seguire alcuni accorgimenti: scegliere una notte in cui la luna non è troppo appariscente (in questi giorni la luna è in fase calante), recarsi in una località lontana dalle luci delle città, sedersi e osservare le stelle con attenzione e concentrazione. Di lì a poco avremo molte probabilità di vedere un puntino luminoso solcare il cielo a grande velocità; cercheremo di seguirne la traiettoria con il dito e, dopo aver espresso un desiderio, saremo orgogliosi di mostrare la stella a chi è vicino sottolineando che siamo stati i primi a scoprirla. È il comportamento che normalmente tutti abbiamo nei confronti delle fonti luminose. Nessuno si preoccupa di indicare ad altri la posizione del sole o l’enorme insegna di un ipermercato: sono cose evidenti. Al contrario, ci prodighiamo per mostrare le luci più piccole, fioche e lontane a coloro che ancora non le hanno notate.

Tutto cambia se spostiamo il raggio d’azione dalla vista all’udito; nei confronti della musica e delle parole il nostro comportamento è esattamente l’opposto.

Spesso le voci ascoltate (e riportate) sono solo quelle di chi riesce a urlare più forte; la voce di chi sussurra viene ignorata. La maggioranza delle persone invita altri ad ascoltare una canzone solo “dopo” che è diventata un successo conclamato. Pochissimi sono incuriositi da un brano rimasto inascoltato o da un genere musicale lontano dal glamour e dall’attenzione dei media, pochissimi quelli che ascoltano con attenzione dei musicisti sconosciuti per poter forse dire un giorno:

“ho visto nascere una stella”.

La musica nasce quando è suonata e le parole quando vengono pronunciate, ma non dobbiamo dimenticare che la musica e le parole muoiono quando non vengono ascoltate.

Ascoltare non è facile, è faticoso, serve una costante concentrazione; pare che i muscoli più piccoli del corpo umano siano nelle orecchie… forse per questo dobbiamo allenarci molto per imparare ad ascoltare. Tuttavia, se impareremo davvero ad ascoltare, il vantaggio sarà per tutti, non solo per la musica dimenticata e per le voci meno roboanti.

È un concetto difficile ma le parole di Khalil Gibran riescono a spiegarlo con luminosa chiarezza:

 

“Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta

e il battito del cuore di chi ascolta.”