LA PIGRIZIA ANDO’ AL MERCATO

By: forme sonore del 06-07-2015
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L’Arte e la Cultura, ci piaccia o no, sono anch’esse subordinate alle leggi del mercato; leggi rigide a cui tutti obbediamo. Una di queste leggi prescrive che la “merce in vendita è sempre tenuta ad andare incontro al possibile acquirente”, non il contrario. Se ad esempio un’opera d’arte è esposta in un museo difficile da raggiungere, molte persone rinunceranno a vederla. Se un libro interessantissimo non è presente sugli scaffali delle librerie, ma solo ordinabile mediante una complicata procedura, molte persone rinunceranno a leggerlo. Se un grande concerto non ha un’adeguata promozione, l’afflusso di pubblico sarà minimo. Se un film meraviglioso è proiettato in una sala angusta con sedie scomode (e magari, in giornate calde come quelle attuali, senza aria condizionata) le persone sceglieranno di vedere un altro film. In pratica, la “merce in vendita” deve eliminare il maggior numero di ostacoli tra se stessa e il possibile acquirente.

Ci sono persone che nella vita svolgono proprio questo lavoro: eliminano gli ostacoli tra chi vende e chi compra. Purtroppo queste persone raramente offrono le loro competenze all’Arte e alla Cultura; è più facile vedere l’opera di queste persone in altri contesti: gli ipermercati.

I ricercatori del marketing, infatti, hanno lavorato anni per essere sicuri che l’acquirente comune “guardi” il maggior numero possibile di prodotti durante la spesa, perché più vedono, più comprano.

Tutti facciamo la spesa senza però prestare troppa attenzione a ciò che accade “dietro le quinte”.

Il nostro modo di comprare è diventato una scienza fra le più studiate.

Alcuni esempi: le scatole che riportano i disegni dei cartoni animati sono spesso posizionate negli scaffali più bassi dove anche i bambini ai primi passi possono arrivare (il resto è prevedibile). Nei grandi supermercati spesso siamo obbligati a seguire un percorso senza accorgercene; il percorso “obbligato” è creato senza barriere architettoniche ma osservando i bisogni primari degli acquirenti (pane, pasta, latte, verdure…); seguendo questi percorsi ci troveremo con una buona percentuale di prodotti in più di quanto avevamo preventivato. Gli scaffali nella zona delle casse occupano l’1% dello spazio dei supermercati ma generano il 7% della vendita media dell’intero negozio (sette volte di più); infatti in questa zona sono ben visibili articoli (tipo dolci, caramelle, gomme da masticare…) che inducono (soprattutto i bambini) ad un acquisto compulsivo.

Tutto questo potrebbe incoraggiarci a trarre conclusioni pessimistiche… ma così non è.

L’Arte e la Cultura, grazie alla buona volontà di ciascuno di noi, possono sopravvivere anche senza l’aiuto di agguerriti ricercatori del marketing. Nessuno ci obbliga a leggere libri insulsi, ad ascoltare musica insignificante o a vedere film beceri: noi possiamo… scegliere! Ce lo confermano le parole di Sam Walton, fondatore della catena di supermercati Wal-Mart leader mondiale nel settore della grande distribuzione organizzata, un signore che di “mercato” se ne intendeva parecchio:

 

“Esiste solo un capo supremo: il cliente. Il cliente può licenziare tutti nell’azienda, dal presidente in giù, semplicemente spendendo i suoi soldi da un’altra parte.”